ROMA - Sulla situazione del settore giochi in Emilia-Romagna ha fatto luce uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre su incarico dell'associazione Astro. Secondo la ricerca, la piena applicazione della legge regionale, unita ai continui aumenti di tassazione, genererà la perdita di circa 3700 posti di lavoro, sui 5200 attualmente occupati nell'ambito del comparto Awp-Vlt. Nessun dubbio, da parte dell'istituto di ricerca, sugli effetti espulsivi della normativa. Stando alle mappature comunali, a Bologna il 98% dei 358 esercizi pubblici che ospitano apparecchi è a meno di 500 metri dai 766 luoghi sensibili (scuole, impianti sportivi, luoghi di culto, strutture sanitarie, ecc.). Quindi, a termini di legge, circa 350 esercizi, tra bar, tabacchi e circoli privati, dovranno dismettere le slot alla scadenza dei contratti di concessione. Quanto alle sale dedicate, 46 su 50 sono fuori legge. Di queste, 17 hanno tentato la strada della delocalizzazione, cioè la riapertura in zone permesse. Non dissimile la situazione negli altri comuni: secondo la Cgia, «estendendo all’intera Regione le evidenze riscontrate nei principali comuni si può ipotizzare che la piena realizzazione del distanziometro determinerà una riduzione dell’80% degli esercizi generalisti e del 60% delle sale dedicate». Quanto al gettito fiscale, il taglio dovrebbe aggirarsi sui 502 milioni annui, dei quali 445 del Preu, 24 di canone concessorio e 34 delle altre imposte derivanti dal settore. 

MF/Agipro