ROMA - La legge sui giochi dell'Emilia-Romagna e l'eventualità di una sua modifica sono sempre al centro del dibattito in vista delle elezioni regionali di domenica. Soprattutto Simone Benini, candidato del Movimento Cinque Stelle, ha fatto delle conservazione del testo attuale, che taglia drasticamente l'offerta di gioco sul territorio, un leit motiv scandito in ogni occasione. Non ha fatto eccezione il comizio che ieri sera ha chiuso la campagna elettorale pentastellata, a Bologna in Piazza Galvani, davanti, dicono le agenzie, a circa 200 persone non molto euforiche, tanto da indurre il sottosegretario alle Finanze, Alessio Villarosa, a riscaldare un po' l'ambiente: «Sù, un po' di carica».  Benini, che nei giorni scorsi ha più volte attribuito all'attuale governatore Bonaccini la volontà di concedere una proroga agli operatori di gioco non in regola con il distanziometro, ha ribadito la necessità di non indietreggiare sulle norme per contrastare l'azzardo. 

Il capogruppo pentastellato uscente nella Regione, Andrea Bertani, ha invece individuato il pericolo maggiore nella candidata leghista Borgonzoni, definita una «comparsa politica subordinata al capitano». Una giunta a guida Lega, secondo Bertani, sui temi del gioco sarebbe più negativa rispetto alla riconferma di Bonaccini. Anche per questo, Bertani ha invitato al voto disgiunto: M5S per la lista, Bonaccini come presidente di Regione.

MF/Agipro