ROMA - Il Governo australiano, guidato dal primo ministro Anthony Albanese, ha presentato un disegno di legge di riforma del gioco, che introdurrebbe il più ampio intervento normativo degli ultimi anni sul settore. Pur rafforzando le regole in materia di pubblicità e tutela dei consumatori, il provvedimento esclude una delle richieste più attese dai sostenitori della riforma: il divieto totale di pubblicità del gioco.

La proposta, spiega Sbc News, arriva dopo il dibattito aperto dal "Rapporto Murphy", il documento parlamentare pubblicato nel 2023 dall'allora deputata laburista Peta Murphy, che conteneva 31 raccomandazioni per riformare il comparto, tra cui il bando completo della pubblicità del gioco e l'istituzione di un'autorità nazionale di regolamentazione.

Queste ultime due raccomandazioni non sono state recepite dall'Esecutivo che si concentra invece su quattro direttrici principali: da un lato introduce nuove limitazioni alle campagne promozionali, vietando o restringendo l'utilizzo di testimonial e influencer, la presenza di loghi legati al settore dei giochi sulle divise e negli impianti sportivi, e la promozione delle quote negli spot pubblicitari; dall'altro rafforza il contrasto al gioco illegale, prevedendo nuovi obblighi per provider Internet e istituti finanziari. Il disegno di legge punta inoltre a potenziare BetStop, il sistema nazionale di autoesclusione lanciato nel 2023 sul modello del britannico GamStop, e introduce il divieto per le lotterie collegate a estrazioni effettuate al di fuori dell'Australia.

Le misure hanno suscitato reazioni contrastanti. Le associazioni favorevoli a una riforma più incisiva giudicano il provvedimento insufficiente, criticando la mancata istituzione di un'autorità nazionale dedicata al gioco e l'assenza del divieto assoluto della pubblicità. Di segno opposto la posizione degli operatori del settore, che vedono nella scelta del Governo di non vietare completamente le campagne pubblicitarie un elemento di maggiore equilibrio, pur dovendo ora confrontarsi con un quadro normativo più restrittivo.

DVA/Agipro

 

Foto Credits Lachlan Fearnley CC BY-SA 3.0

 

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