ROMA - «Anche se di norma caratterizzate da un contenuto informativo alquanto semplificato, le segnalazioni del settore del gioco presentano non di rado un elevato livello di interesse, attestato dalla frequente attribuzione di rating di rischio su valori di attenzione e in circa il 15% dei casi su valori del massimo livello. I rating bassi riflettono spesso la mera segnalazione di comportamenti “anomali” in quanto apparentemente riconducibili a ludopatia, senza evidenziare possibili connessioni con comportamenti criminali», ha spiegato ancora Clemente nel corso dell'audizione in Commissione Anrtimafia. «L’interesse espresso dagli Organi investigativi conferma le valutazioni della UIF, atteso che viene avviato ad approfondimenti circa il 17-18% delle segnalazioni in discorso. - ha sottolineato Clemente - In un numero rilevante di casi le segnalazioni relative a giochi coinvolgono soggetti in qualche modo già associabili a fenomeni criminali: tale componente è risultata crescente in questi anni, passando dal 7% del 2014 all’11% del periodo gennaio-ottobre 2019. Anche l’incrocio con i nominativi presenti nelle basi dati della Direzione Nazionale Antimafia evidenzia una significativa frequenza di risultati positivi». 
Non emergono, invece, evidenti correlazioni «tra attività anomala relativa ai giochi e utilizzo di valute virtuali», ha detto ancora Clemente. Emerge «solo un numero contenuto di soggetti segnalati per attività sospette – prive però di evidenti connessioni fra loro – sia nel comparto dei giochi che in quello delle valute virtuali. Tale situazione potrebbe anche riflettere l’inclusione troppo recente degli operatori in valute virtuali nel perimetro dei soggetti obbligati».

SA/Agipro