ROMA - A fronte di questa misura favorevole, l'Amministrazione capitolina richiedeva una serie di condizioni alla società di gestione. Una riguardava proprio il trotto. Come si legge nella delibera, si esigeva che «Hippogroup Roma Capannelle S.p.A., nella sua qualità di concessionario dell'impianto, sia disponibile ad assumere a proprio carico anche l'attività di organizzazione, presso l’impianto, delle corse al trotto, sostenendo i necessari investimenti ed in particolare apprestando la necessaria pista, nonché eseguendo preliminarmente gli altri lavori eventualmente occorrenti, secondo un progetto da presentare all’Amministrazione, al fine dell’ottenimento delle relative autorizzazioni amministrative». Altre condizioni facevano riferimento al concordato preventivo (se fosse stato ricusato, Hippogroup avrebbe dovuto pagare tutti i debiti al Comune) e al mantenimento del livello occupazionale.
«Sono contento – ha detto Alemanno dopo l'archiviazione, richiesta dal pm di Roma, Erminio Amelio - perché con quella delibera abbiamo salvato l'ippica a Roma che altrimenti rischiava di scomparire dopo la chiusura dell'ippodromo di Tor di Valle. Abbiamo fatto gli interessi della città e per fortuna anche la Procura lo ha constatato».
MF/Agipro